Messaggio
RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DI RISULTA DELL’EX STAZIONE FERROVIARIA
Procedura VA
Inviato da Comune di Pescara, Piazza Italia n.1 65121 Pescara.   
Venerdì 14 Luglio 2017 14:31
RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DI RISULTA DELL’EX STAZIONE FERROVIARIA
Riqualificazione dell'area di risulta dell'ex stazione ferroviaria attraverso la realizzazione del "Parco Centrale", la riorganizzazione della sosta, dei terminal bus e della viabilità carrabile e ciclo/pedonale, nonché la realizzazione di due edifici privati di ridefinizione del tessuto urbano ai margini dell'intervento.
Comune di Pescara, Piazza Italia n.1 65121 Pescara.

Localizzazione del progetto

PESCARA
PE
Nessuno
Area di risulta ex stazione ferroviaria di pescara
20
102
In pubblicazione

Dati di pubblicazione progetto

2017-07-14 00:00:00
45 gg
Internet
avviso sito Regione-signed
Pescara
14/07/2017

Definizione procedura

No
No
No
No
No
No
pt.7 lett.b) All.IV D.Lgs 152/2006 e smi

Responsabile Azienda Proponente

Rossi
Giuliano
3474527338
rossi.giuliano@comune.pescara.it
protocollo@pec.comune.pescara.it

Estensore dello studio

Arch. Tommaso Vespasiano
Architetto
Vespasiano
Tommaso
Architetti
952
0854383736
vespasiano.tommaso@comune.pescara.it
protocollo@pec.comune.pescara.it

Acquisizione in atti

19/07/2017
0191569/17

Referenti del Dipartimento (Dirigente Ing. Longhi)

Ing. Erika Galeotti

Documentazione varia

09/08/2017
216534e216532
Comunicazioni Comune di Pescara
Deposito documentazione art.13 comma 6 e Avvio fase consultazione art.14 TU Ambiente
19/09/2017
240294/17
Richiesta sblocco per controdeduzioni
doc08341120170919103827

Atti di sospensione


Atti di riattivazione


Atti di chiusura


Allegati al progetto

Elaborati V.A.
Progetto
SPA_ProgettoRiqualificazioneAreaRisultaFerroviaria_PESCARA_Luglio_2017-signed
Elaborati V.I.A.
Elaborati V.INC.A.
N.O.BB.AA.
Integrazioni
Controdeduzioni
CHECKSUM.md5
controdeduzioni area di risulta ferroviaria
Allegati osservazioni cittadini/osservatori
Allegati:
Scarica questo file (Osservazioni a firma arch Gianluigi DAngelo.pdf)Osservazioni a firma arch Gianluigi DAngelo[Osservazioni a firma arch. Gianluigi D'Angelo del 29 agosto 2017]1893 Kb
Scarica questo file (Osservazioni a firma dell'Avv. Berardino Fiorilli.pdf)Osservazioni a firma dell'Avv. Berardino Fiorilli[Osservazioni a firma dell'Avv. Berardino Fiorilli e in nome e peer conto dell'Associazione "Pescara Mi Piace"]749 Kb
Scarica questo file (Osservazioni a firma di Erika Alessandrini.pdf)Osservazioni a firma di Erika Alessandrini[Osservazioni a firma di Erika Alessandrini, residente in un immobile ubicato nei pressi dell'area di risulta]2287 Kb
Scarica questo file (Osservazioni area di risulta Pescara.pdf)Osservazioni area di risulta Pescara.pdf[Osservazioni del Consigliere Reg. L. Sospiri del 25 agosto 2017]769 Kb
Scarica questo file (Osservazioni da Fratelli d'Italia.pdf)Osservazioni da Fratelli d'Italia[Osservazioni Fratelli D'Italia - An, a firma del Portavoce Provinciale Pescara Armando Foschi]2681 Kb
Scarica questo file (Osservazioni di Guerino Testa.pdf)Osservazioni di Guerino Testa[Osservazioni di Guerino Testa (cittadino residente nella città di Pescara]203 Kb
Scarica questo file (Osservazioni Stazione Ornitologica Abruzzese del 21 agosto 2017 a firma Augusto )Osservazioni Stazione Ornitologica Abruzzese del 21 agosto 2017 a firma Augus...[Osservazioni Stazione Ornitologica Abruzzese del 21 agosto 2017 a firma Augusto De Sanctis]150 Kb
Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Settembre 2017 14:13
 

Osservazioni 

 
#2 Lettere 2017-08-28 23:14
Osservazioni al progetto di “Riqualificazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria”

Aspetto Ambientale
Dal punto di vista strettamente ambientale, lo studio proposto non prende in considerazione diversi aspetti, soprattutto per ciò che riguarda la Verifica Preventiva riguardo all'Interesse Archeologico, assente e neanche menzionata.
Anche le previste Diagnosi Energetiche delle opere da realizzare non sono state affrontate, mancando di conseguenza le misure di compensazione e mitigazione di impatto ambientale, così come previsto al comma 6 dell'Art. 23 del DLgs 50/2016.
La valutazione preliminare della progettazione della Sicurezza nei Cantieri è stata omessa e non risulta nell'elenco degli elaborati. Mi chiedo come possa essere stata considerata tale delicatissima Fase, soprattutto per la Bonifica del Piazzale, sia per la presenza degli inquinanti, come evidenziato avanti, sia per le Fasi lavorative relative alla costruzione della viabilità interrata, soprattutto per ciò che riguarda lo stoccaggio temporaneo delle terre movimentate, potenzialmente inquinanti.
Considerando pure che verrà modificata la viabilità del centro città e soprattutto realizzata una nuova strada urbana di scorrimento, in parte interrata, il progetto presentato và necessariamente sottoposto a V.I.A., passaggio invece non avvenuto e decisamente auspicabile.

Le soluzioni progettuali analizzate
Le scelte progettuali analizzate e prese in considerazione per la Soluzione definitiva proposta sono state selezionate senza alcun criterio tecnico ma arbitrariamente. Non si individua un filo logico, un Tema fondamentale, ma viene sostanzialmente redatto un collage, prendendo spunto da alcuni aspetti dai relativi Progetti, una sorta di copia e incolla, trascurando completamente il punto di vista del progettista della singola proposta e non chiamandolo tantomento come interlocutore. Almeno il Copyright viene garantito?
Si sceglie quindi la Soluzione dell'arch. Monestiroli, stravolgendo però il suo Progetto, cambiandone il senso e le finalità, mantendo il bosco come elemento cardine. Almeno, è stato avvertito il professionista o chiesto il suo parere?

RELAZIONE - L’ASPETTO PROCEDURALE
Nella relazione si legge anche quanto sarà importante e delicato l’aspetto procedurale:
1) Progettazione
2) Scelta dell’impresa
3) Realizzazione dei lavori

Nella relazione del progetto, considerata la presenza di un’estesa falda di tipo freatico, si dà molta importanza all’aspetto realizzativo in molte sue diverse fasi, partendo dalla preparazione corretta del terreno, al trattamento delle sue superfici e del fondo per garantirne il suo drenaggio e la sua stabilità.
Visto che gli eventuali piani interrati intercetteranno di sicuro la superficie piezometrica, occorrerà ben impermeabilizzare tutte le opere interrate.
Se l’acqua piovana o di falda dovesse penetrare nell’interrato non ci sarebbe possibilità di evacuazione se non, con un adeguato sistema di pompaggio, che andrebbe a gravare sulla capacità ricettiva della rete pubblica di smaltimento delle acque bianche.
Particolare attenzione dovrà porsi alla regolamentazione delle acque superficiali ed alle
acque di piazzale, verificando la capacità ricettiva del sistema di smaltimento della rete pubblica
esistente.
Come si legge da questi stralci le raccomandazioni risultano fin troppo chiare, ma non sono invece definite le eventuali responsabilità penali e civili dei progettisti, dell’impresa e del ruolo che nei loro confronti l’Amministrazione assumerebbe.
Non capisco perché su determinate procedure c’è uno studio molto attento mentre per le responsabilità sopra citate non si fa nessun cenno.

INQUINAMENTO DEL SUOLO E SMALTIMENTO
È previsto il trattamento di suolo contaminato (nel territorio sotterraneo dell’area di risulta sono presenti: idrocarburi pesanti, paraxilene, percloroetilene, materiali che sono presenti fino a tre metri di profondità dal piano di calpestio, in alcune zone sono presenti anche zinco e piombo). Anche se il progetto non prevede in queste aree lo sbancamento, sarebbe consigliabile, ipotizzare un intervento di rimozione circoscritto, per risanare la falda in modo definitivo. A tal proposito, poco è stato scritto sulle modalità di intervento di bonifica e dei relativi costi.

Una parte però dell’area, e non di piccole dimensioni, sarà oggetto di scavo per ospitare alcune infrastrutture:
1) La via di attraversamento dall’attuale rotonda di Viale Michelangelo alla Stazione;
2) la realizzazione sempre interrata, accanto all’attuale Stazione ferroviaria, di strutture e aree per la razionalizzazione e l’organizzazione del traffico delle autolinee locali, nazionali e internazionali che comporteranno un ampio scavo previsto a ridosso dell’impalcato ferroviario di circa quaranta metri di larghezza.
3)Sulla prosecuzione dell’asse di Corso Umberto verso l’attuale entrata della Stazione, al centro dell’area di intervento, è previsto un parcheggio completamente interrato per 400 posti auto.
4)Per la costruzione degli edifici residenziali a nord e a sud è consentita la realizzazione di piani interrati e/o seminterrati.
5)La realizzazione di edifici multipiano (fuori terra e interrati) per la sosta degli autoveicoli, per uffici, residenze lungo i bordi; e attività commerciali.
L’insieme dei lavori comporterà uno sbancamento previsto di almeno 100.000 metri cubi.
Chi può sapere esattamente quanti di questi metri cubi di terreno non saranno contaminati? La discarica autorizzata dove sarà portato il terreno contaminato non è stata ancora individuata. Come verrà gestita la viabilità, considerando i numerosi e quotidiani Camion carichi di terre in giro per la Città? Si parla solo di rimozione di limitati volumi di suolo, del loro riutilizzo in loco e per il resto gestiti come rifiuti speciali. Vengono date troppe poche informazioni per un problema così delicato.

IL BOSCO URBANO
Date le premesse atte a giustificare la realizzazione di un nuovo Bosco Urbano, nella relazione si dice che non esiste oggi a Pescara un’offerta di spazi pubblici (parco urbano attrezzato) paragonabile per dimensioni e tipologia a quella potenzialmente realizzabile nell’area di risulta.
Se andiamo a vedere in maniera meno superficiale queste aree, notiamo che la Pineta Dannunziana, oggi riserva naturale, che si estende su una superficie di 53 ettari, da sola la pineta garantirebbe ad ogni abitante 4,4 mq di superficie (a Milano, ad esempio, nel 2008 il rapporto verde fruibile/procapite era di 18,9 metri quadrati per abitante), tale coefficiente però è solo teorico perché buona parte della Pineta non è ancora praticabile ed è abbandonata a sé stessa. Si parla di scarsa qualità urbana di questa o di quell’area, ma se uno cammina per la città subito si rende conto dell’incuria e dell’indifferenza generalizzata nei confronti del patrimonio botanico, della sua scarsa salute e diffuso degrado.

Si parla di servizi, ma le attività proposte restano solo genericamente: ludiche, didattiche e ricreative. Si parla di divertimento ( non si capisce in che modo verrebbe organizzato questo divertimento), ma non si parla della Città, non si parla della sua storia eppure ci troviamo nel suo centro, da dove partono e arrivano migliaia di persone.

Si parla di didattica, ma non si specifica quale didattica ed in che modo verrebbe erogata, non lo sappiamo.
Saranno i gestori, ma non è scritto come saranno scelti.
Si parla di 5 nuovi padiglioni progettati senza un coordinamento, senza un indirizzo progettuale, ma lasciati alla discrezionalità del singolo gestore.


IL CAMPO
Da collocarsi nella parte nord-orientale del Parco su un’area di 9.000 mq, una superficie piana, forse un prato, per ospitare degli eventi collettivi speciali.
Perché invece non inserire una moderna Biblioteca regionale?
Un’importante opera pubblica (Teatro) era già stata prevista nella soluzione alternativa 4; anche nell’attuale relazione si parla di realizzare in questo sito un’opera pubblica, ma non si specifica quale e quando farla.

NUOVI MANUFATTI EDILIZI
Se il tema del parco è stato affrontato in maniera generica e superficiale la stessa disinvoltura è stata seguita per cementificare nuove e appetibili aree urbane, realizzando all’esterno del Parco, a sud e a nord dei due lati brevi dell’area di intervento, due nuovi manufatti edilizi con destinazione residenziale.
Nella relazione del progetto queste aree residenziali sono descritte come opere rese necessarie, per ridisegnare il profilo di contorno e di affaccio sull’area, per ricostruire i fronti urbani, per rammagliare il disomogeneo e discontinuo tessuto urbano circostante.
A tal proposito, però, nulla viene detto riguardo al recupero visivo più importante: relativo al tratto interno di Corso Vittorio Emanuele II: i cui edifici, per un tratto lungo 460 metri, si affacciano con le loro disordinate corti interne sull’aerea di progetto.
L’architettura in molte città, ma non a Pescara, è stata e continua ad essere un’opportunità per riqualificare e promuovere socialmente, culturalmente ed economicamenteun territorio.

I PARCHEGGI
Sul lato sud è prevista una struttura su più livelli, anche di diverse metrature, con un’altezza non superiore ai 25 metri dove ospitare 900 posti auto a pagamento. Una seconda struttura destinata a parcheggio su più livelli, con altezza sempre non superiore a 25 metri,è prevista a nord dell’area, accanto all’edificio del G-Hotel recentemente ristrutturato. Al suo interno ci saranno ulteriori 700 posti auto. L’altezza interna minima sarà pari a 3 ml; non è consentita la realizzazione di piani interrati e/o seminterrati.
La loro presenza servirà anche per realizzare delle nuove quinte prospettiche del tessuto urbano prospiciente il Parco Centrale, definendo così nuovi assetti figurativi dell’area. Sarà quindi molto importante la cura delle loro facciate. In tal senso, la progettazione degli elementi costruttivi degli edifici, in particolare per quanto riguarda le facciate, dovrà assumersi l’onere di ricercare e – all’occorrenza – di sperimentare soluzioni tecnologiche e morfologiche innovative.
Ma invece di realizzare questi due edifici fortemente impattanti e vincolanti visivamente , perchè invece non pensare alla progettazione di parcheggi interrati come quello già previsto nella parte centrale? Infatti un'altra area destinata a parcheggio è infine prevista in corrispondenza dell’asse di corso Umberto, al centro dell’area di intervento, dovrà essere posizionato un parcheggio completamente interrato, organizzabile anche su di un sololivello. (…) in cui andranno ricavati 400 posti auto. È prevista la possibilità di farlo anche a due livelli interrati.
Realizzare due silos è troppo impattante e l'unico scopo di realizzarli è la successiva conversione in edifici commerciali, una volta realizzati dei parcheggi di scambio delocalizzati. Troppo per il già devastato Commercio del quadrilatero centrale!

PIAZZA della STAZIONE
Al centro dell’area è previsto l’allestimento di un grande spazio pubblico aperto di 8000 mq. Uno spazio che dalla stazione si riconnette visivamente con l’attuale piazza della Repubblica, con l’asse pedonale di Corso Umberto fino al mare. Pensato come un luogo di pregio in continuità con il CCN diventerà una superficie urbana attrezzata per attività disocializzazione, culturali e commerciali. Al suo interno si realizzeranno dei piccoli manufatti a padiglione da utilizzare per lo svolgimento di attività ludiche, didattiche o di intrattenimento, genericamente definibili commerciali e/o di servizio al Parco.
Esistono dei concorsi pubblici nei quali si invitano le professionalità più accreditate per lasciare un segno tangibile del nostro presente per il futuro.
Siamo in Italia il Paese in cui sono nati i giardini storici progettati da architetti e mai da agronomi. Perché sul cartiglio delle tavole progettuali non appare la figura di un architetto paesaggista? Nel nucleo di progettazione invece per quanto riguarda il verde, vediamo che è presente solo la figura di un agronomo.
I giardini storici all’italiana hanno influenzato tutta l’Europa ed il Mondo Occidentale. Basta andare a Tivoli, a Bagnaia, per rendersi conto di come sono stati affrontate progettualmente quelle aree. Ovvio che non si vuole riproporre lo stesso stile, ma una loro continuità sì, come ad esempio i giardini di Carlo Scarpa, di Gae Aulenti e di Pietro Porcinai.
Nessuno di loro era un agronomo.

Pensare allora ad un luogo dedicato alla Bellezza, quella espressa da Ovidio fino a d’Annunzio, rappresentata nelle sue diverse forme e declinazioni, un luogo fatto non per divertire, ma per educare le persone ad apprezzare la tipicità dell’Italia, e con essa Pescara e l’Abruzzo e la bellezza che il Mondo ci invidia.

Pescara, 28/08/2017
arch. Giampiero Lettere, arch. Francesco Nuvolari
 
 
#1 Lepore 2017-08-28 01:11
Oggetto: Comune di Pescara - Osservazioni al progetto di “Riqualificazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria”

Si sottopongono alla vs cortese attenzione le seguenti osservazioni. Lo scrivente si rende disponibile a eventuale discussione in merito.

1. Poca chiarezza dell'iter procedurale (PRG-VAS). Senza una variante dichiarata al PRG, tale progetto di riqualificazione non potrà essere realizzato. Inoltre il tipo di intervento di riqualificazione urbana -significatamente impattante sull’ambiente- potrebbe dover richiedere una Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
2. Lo studio della viabilità appare poco approfondito nel suo complesso, ed in particolare nella zona sud in prossimità dei sotto passaggi della stazione ferroviaria che permettono di collegarsi alle vie che portano alla zona ovest della città di Pescara – via Enzo Ferrari e via del Circuito. Come anche il collegamento ciclo-pedonale con la strada parco e il futuro “parco centrale”;
3. La posizione della viabilità di progetto in un unico fascio centrale, rispetto all’area disponibile, risulta più un’ulteriore barriera fisica come quella dell’attuale ferrovia, costringendo ancor di più il “centro commerciale naturale” rispetto alla zona ovest della città e la stazione ferroviaria stessa. Con l'aggravio della congestione urbana e dell'inquinamento associato per tutte le attività future previste in progetto del “parco centrale”, che saranno ubicate in vicinanza;
4. Non sembra approfondita la razionalizzazione degli spazi in base alle funzioni. A solo titolo di esempio, l’area riservata alle linee bus appare poco analizzata, il relativo layout non presenta studi né ottimizzazioni degli stessi che tengano conto dell'effettivo numero di mezzi e dei relativi ingombri giornalieri. È infine poco vantaggioso l'uso della trincea per le linee di trasporto;
5. Non vi sono particolari riferimenti ai manufatti esistenti e il relativo riuso post intervento;
6. I nuovi edifici residenziali previsti dal progetto rischiano di produrre speculazione edilizia ovvero di consumo di suolo non appropriato e non sostenibile. A maggior chiarimento, si pensi al prezzo di mercato, considerata la posizione, i servizi esistenti e quelli di progetto per la riqualificazione della zona;
7. Non vi è alcun accenno a studi di sostenibilità come ad esempio l'impatto e la riduzione della CO2, importante criticità dell’area oggetto di riqualificazione come riportato in tutti i dati storici ed attuali sulla qualità dell’aria, né proposta di soluzioni innovative a basso impatto o addirittura a impatto negativo;
8. Considerando le criticità idrauliche della zona e la vicinanza del fiume Pescara, non si intravede un efficace valore aggiunto nel perseguire i parcheggi interrati;
9. Nel progetto non vi è la proposta di una piazza, un luogo di incontro urbanisticamente identitario, o di elementi che rappresentino il mondo dell’architettura e dei suoi interventi, dato anche lo spazio a disposizione;
10. Considerato il livello preliminare della progettazione e l'incertezza che ne consegue “Il calcolo sommario di spesa” non risulta sufficientemente conservativo, considerando in particolare la previsione delle eventuali strutture interrate destinate per i posti auto.
11. Il progetto non rappresenta uno schema chiaro della nuova immagine dell’area oggetto di riqualificazione. In particolare Il “parco centrale” non è dettagliato a sufficienza.

Infine, l’obiettivo di trasmettere tali osservazioni è quello di contribuire in modo costruttivo al progetto di riqualificazione dell’area di risulta di Pescara che rappresenterebbe un intervento urbanistico di grande rilievo, capace di cambiare l’immagine della città e con conseguenze economico-sociali positive.
Pertanto si allega una proposta realizzata che tenga conto delle osservazioni qui sopra espresse.

Città Sant’Angelo, li 27.08.2017
Arch. Anselmo Lepore
 

Solo i cittadini, associazioni ed i portatori di interesse registrati e loggati sul sistema informativo possono inviare osservazioni.

 


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